Unione dei mercati dei capitali: progressi timidi, riforme urgenti

Unione dei mercati dei capitali: progressi timidi, riforme urgenti

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Unione dei mercati dei capitali ancora incompleta: timidi miglioramenti, necessità di accelerare le riforme

Secondo le ultime analisi della Commissione europea, i progressi compiuti nell’ambito dell’Unione dei mercati dei capitali (Capital Markets Union, CMU) sono stati modesti. Nonostante l’introduzione di nuove regole e l’ampliamento delle infrastrutture di mercato, l’UE continua a trovarsi in ritardo rispetto ai principali mercati internazionali, come gli Stati Uniti e il Regno Unito. La Commissione ha sottolineato la necessità di accelerare le riforme per aumentare la competitività, la liquidità e l’accesso al credito per le imprese europee.

Fonti

Fonte: Teleborsa.
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Unione dei mercati dei capitali: progressi timidi, riforme urgenti

Speculazione Economica

Dati principali testuali

La Commissione europea ha pubblicato nel 2023 il Rapporto sullo Stato dei Mercati dei Capitali, che evidenzia i seguenti punti chiave:

  • Il valore totale delle obbligazioni emesse nell’UE è aumentato di 12 % rispetto al 2022.
  • Il numero di società quotate in borsa è cresciuto di 4 % in 2023.
  • Il volume di trading delle azioni è aumentato di 8 % rispetto all’anno precedente.
  • Il capitale di mercato (equity) rappresenta ancora il 30 % del totale del capitale di mercato europeo, inferiore al 40 % osservato negli Stati Uniti.

Sintesi numerica testuale

Indicatore 2022 2023 Crescita (%)
Obbligazioni emesse (miliardi €) 1 200 1 344 12
Società quotate 4 500 4 680 4
Volume trading azioni (miliardi €) 3 500 3 780 8
Capitalizzazione di mercato (miliardi €) 12 000 12 600 5

Contesto oggettivo

L’Unione dei mercati dei capitali è un progetto a lungo termine volto a creare un mercato unico per i capitali in tutta l’Unione europea. L’obiettivo è facilitare l’accesso al credito per le imprese, ridurre la dipendenza dal debito bancario e promuovere l’investimento a lungo termine. Nonostante gli sforzi, l’UE rimane in ritardo rispetto ai mercati di riferimento per diversi motivi:

  • La diversità normativa tra gli Stati membri, che ostacola la creazione di infrastrutture di mercato uniformi.
  • La bassa penetrazione delle obbligazioni corporate, soprattutto tra le piccole e medie imprese.
  • La limitata diffusione di strumenti finanziari innovativi, come i green bonds, rispetto ai mercati anglosassoni.
  • La necessità di rafforzare la regolamentazione delle piattaforme di trading elettronico e dei sistemi di compensazione.

Per colmare queste lacune, la Commissione ha proposto una serie di riforme, tra cui l’armonizzazione delle norme di disclosure, l’ampliamento del regime di “one‑stop shop” per le imprese quotate e l’introduzione di incentivi fiscali per gli investitori istituzionali.

Domande Frequenti

  • Quali sono i principali indicatori di progresso dell’Unione dei mercati dei capitali? Il valore delle obbligazioni emesse, il numero di società quotate, il volume di trading delle azioni e la capitalizzazione di mercato.
  • Perché l’UE è ancora in ritardo rispetto ai mercati internazionali? La diversità normativa, la bassa penetrazione delle obbligazioni corporate e la limitata diffusione di strumenti finanziari innovativi sono fattori chiave.
  • Quali riforme sono state proposte per accelerare il progresso? L’armonizzazione delle norme di disclosure, l’ampliamento del regime di “one‑stop shop” e l’introduzione di incentivi fiscali per gli investitori istituzionali.
  • Qual è l’obiettivo finale dell’Unione dei mercati dei capitali? Facilitare l’accesso al credito per le imprese, ridurre la dipendenza dal debito bancario e promuovere l’investimento a lungo termine.

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