Scorte di gas in Europa sotto il 40 %: l’Italia si distingue con il 56 %

Le scorte di gas europee scendono sotto il 40%, l’Italia è al 56%

Secondo i dati più recenti, le scorte di gas naturale in Europa si attestano a 455,45 TWh, valore che rappresenta meno del 40 % della capacità totale di stoccaggio del continente. In Italia, la situazione è diversa: le scorte sono pari al 56 % della capacità nazionale.

Nel periodo di confronto, le scorte europee erano di 604 TWh l’anno precedente, evidenziando un calo significativo.

Fonti

Fonte: Rete Gas Italia – articolo originale disponibile sul sito.

Speculazione Economica

Dati principali testuali

Entità Scorte di gas (TWh) Percentuale della capacità
Europa (totale) 455,45 meno del 40 %
Italia (capienza nazionale) 56 %

Sintesi numerica testuale

Le scorte europee sono diminuite da 604 TWh a 455,45 TWh in un anno, corrispondente a un calo di circa il 24 %. L’Italia, invece, mantiene una percentuale di stoccaggio superiore alla media europea, con il 56 % della capacità nazionale occupato.

Contesto oggettivo

Il livello di scorte di gas è un indicatore chiave per la sicurezza energetica. Un valore inferiore al 40 % della capacità di stoccaggio può aumentare la vulnerabilità a eventuali interruzioni di fornitura, specialmente in periodi di alta domanda. L’Italia, con una percentuale di stoccaggio superiore al 50 %, si trova in una posizione più favorevole rispetto alla media europea, ma la dipendenza da importazioni rimane un fattore di rischio.

Domande Frequenti

  • Qual è la percentuale di scorte di gas in Italia? L’Italia ha scorte che rappresentano il 56 % della capacità di stoccaggio nazionale.
  • Quanto sono le scorte di gas in Europa? Le scorte europee attuali sono 455,45 TWh, inferiore al 40 % della capacità totale.
  • Come si è evoluta la situazione rispetto all’anno precedente? Le scorte europee sono diminuite da 604 TWh a 455,45 TWh, un calo di circa il 24 %.
  • Qual è l’impatto di una scorta inferiore al 40 %? Un livello di scorte sotto il 40 % può aumentare la vulnerabilità a interruzioni di fornitura e influire sulla sicurezza energetica.
  • Quali sono le implicazioni per l’Italia? L’Italia, con una percentuale di stoccaggio superiore al 50 %, è in una posizione più stabile rispetto alla media europea, ma la dipendenza dalle importazioni rimane un fattore di rischio.

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