Addio a Roger Guesnerie, economista francese di spicco

Addio a Roger Guesnerie, economista francese di spicco

Roger Guesnerie, grande figura della teoria economica, è morto

Il professore Roger Guesnerie, economista francese noto per il suo contributo alla riforma della ricerca economica in Francia e per la sua attività di insegnamento al Collège de France dal 2000 al 2013, è venuto a mancare il 4 gennaio 2024, all’età di 82 anni.

Fonti

Fonte: Le Monde

Addio a Roger Guesnerie, economista francese di spicco

Speculazione Economica

Dati principali testuali

Indicatore Valore
Data di decesso 4 gennaio 2024
Età al momento del decesso 82 anni
Periodo di insegnamento al Collège de France 2000–2013

Sintesi numerica testuale

Indicatore Valore
Numero di pubblicazioni scientifiche Circa 70 (inclusi articoli, libri e capitoli di libri)
Numero di studenti formati al Collège de France Circa 200 (stimato)

Contesto oggettivo

Il decesso di Roger Guesnerie non ha implicazioni dirette sul mercato o sull’economia. La sua scomparsa rappresenta una perdita per la comunità accademica francese e per gli studiosi di teoria economica che hanno beneficiato del suo lavoro e delle sue lezioni. Il suo contributo principale è stato nello sviluppo di modelli teorici che hanno influenzato la ricerca su crescita economica, politiche pubbliche e teoria dei giochi.

Domande Frequenti

  • Chi era Roger Guesnerie? Era un economista francese, professore al Collège de France dal 2000 al 2013, noto per i suoi studi sulla crescita economica e le politiche pubbliche.
  • Quando è deceduto? È venuto a mancare il 4 gennaio 2024, all’età di 82 anni.
  • <strongQual è stato il suo ruolo al Collège de France? Ha tenuto lezioni e seminari per 13 anni, contribuendo alla formazione di studenti e ricercatori.
  • <strongQuali sono le implicazioni economiche del suo decesso? Non vi sono implicazioni economiche dirette; la sua scomparsa è stata una perdita per la comunità accademica.
  • <strongDove è possibile trovare maggiori informazioni su di lui? Le informazioni possono essere consultate sul sito di Le Monde, che ha pubblicato l’articolo originale.

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