Il futuro delle pensioni: tasso di sostituzione in calo dall’81,5% al 64,8% entro il 2060

Il futuro delle pensioni: tasso di sostituzione in calo dall’81,5% al 64,8% entro il 2060

Chi va in pensione oggi prende l’81,5%, nel 2060 il 64,8%

Secondo le proiezioni attuali, la percentuale di reddito che i pensionati ricevono rispetto al loro reddito pre‑pensionistico è pari all’81,5 %. Nel 2060 questa percentuale dovrebbe scendere al 64,8 %. Parallelamente, la popolazione attiva è prevista in calo di 7,7 milioni di lavoratori entro il 2050, un fenomeno che può essere definito “bomba demografica” per il mercato del lavoro.

Fonti

Fonte: Notizie Demografiche – https://www.notizidemografiche.it/pensioni-2060

Il futuro delle pensioni: tasso di sostituzione in calo dall’81,5% al 64,8% entro il 2060

Speculazione Economica

Dati principali testuali

Indicatore Valore attuale Valore previsto 2060
Tasso di sostituzione pensionistica 81,5 % 64,8 %
Numero di lavoratori attivi -7,7 milioni (riduzione rispetto al 2023)

Sintesi numerica testuale

La riduzione del tasso di sostituzione pensionistica indica che, in futuro, i pensionati riceveranno una quota inferiore del loro reddito precedente. La diminuzione di 7,7 milioni di lavoratori attivi entro il 2050 suggerisce un calo della base contributiva al sistema pensionistico.

Contesto oggettivo

Il calo del tasso di sostituzione è legato a diversi fattori: l’incremento dell’età media della popolazione, la riduzione della natalità e l’aumento della mortalità. Questi elementi combinati riducono la quantità di contributi versati e aumentano la pressione sui fondi pensione. La diminuzione della forza lavoro, prevista entro il 2050, può aggravare la situazione, poiché un numero inferiore di lavoratori contribuisce a un numero crescente di pensionati.

Domande Frequenti

  • Che cosa indica il tasso di sostituzione pensionistica? È la percentuale del reddito pre‑pensionistico che viene restituita ai pensionati sotto forma di pensione.
  • Perché il tasso di sostituzione diminuisce nel tempo? L’invecchiamento della popolazione, la riduzione della natalità e l’aumento della mortalità riducono la base contributiva e aumentano il numero di pensionati.
  • Quali sono le implicazioni per la sostenibilità del sistema pensionistico? Una percentuale più bassa di sostituzione e una forza lavoro in diminuzione possono rendere più difficile finanziare le pensioni senza adeguamenti delle politiche contributive o fiscali.
  • Come si prevede la riduzione della forza lavoro? Le proiezioni indicano una perdita di 7,7 milioni di lavoratori entro il 2050, dovuta principalmente all’invecchiamento della popolazione e alla diminuzione della natalità.
  • Quali politiche possono mitigare l’impatto? Misure quali l’allungamento dell’età pensionabile, l’incentivazione alla partecipazione al mercato del lavoro e la riforma dei sistemi contributivi possono contribuire a ridurre la pressione sul sistema pensionistico.

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