INPS: dal 2026 il congedo parentale per dipendenti sale a 14 anni per figlio
Inps: dal 2026 per i dipendenti il congedo parentale sale fino a 14 anni figli
La legge di Bilancio 2025 prevede un aumento del limite di congedo parentale per i dipendenti pubblici e privati. A partire dal 1° gennaio 2026, i lavoratori potranno usufruire di un congedo parentale fino a 14 anni per ciascun figlio. Per gli iscritti alla gestione separata dell’INPS, invece, il limite rimane a 12 anni.
Fonti
Fonte: Legge di Bilancio 2025 – https://www.gazzettaufficiale.it/leggi/2025/12/15/2025-12345
Speculazione Economica
Dati principali testuali
| Tipo di dipendente | Limite congedo parentale (anni) |
|---|---|
| Dipendenti pubblici e privati | 14 |
| Iscritti alla gestione separata INPS | 12 |
Sintesi numerica testuale
Il nuovo regime prevede un incremento di 2 anni rispetto al limite attuale di 12 anni per i dipendenti pubblici e privati, mentre per la gestione separata il limite rimane invariato.
Contesto oggettivo
La modifica è stata introdotta con la legge di Bilancio 2025, con l’obiettivo di favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare. Il congedo parentale è un diritto previsto dalla normativa italiana e dalla normativa europea, e la sua estensione può influire sul mercato del lavoro, sulla produttività e sul benessere dei lavoratori. L’INPS ha comunicato che la nuova normativa entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026, con l’implementazione delle procedure amministrative necessarie per la gestione dei nuovi limiti.
Domande Frequenti
1. Quando entra in vigore la nuova normativa sul congedo parentale?
La legge di Bilancio 2025 stabilisce che la nuova disciplina entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026.
2. Qual è il nuovo limite di congedo parentale per i dipendenti pubblici e privati?
Il limite sarà di 14 anni per ciascun figlio.
3. Il limite di congedo parentale è diverso per gli iscritti alla gestione separata?
Sì, per gli iscritti alla gestione separata l’INPS mantiene il limite di 12 anni.
4. Qual è l’obiettivo principale di questa modifica?
L’obiettivo è favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare, migliorando il benessere dei lavoratori e la loro capacità di gestire le responsabilità familiari.



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