Dalla lolla al futuro dell’energia: nanomateriali da scarti di riso per batterie e supercondensatori

Energia: nanomateriali da scarti del riso per batterie e supercondensatori

Le ricerche condotte da ENEA, Sapienza Università di Roma e altre istituzioni si concentrano sull’utilizzo della lolla, sottoprodotto della lavorazione del riso, come materiale per la produzione di batterie e supercondensatori. La lolla, ricca di carbonio, può essere trasformata in nanomateriali con proprietà elettriche adatte a dispositivi di accumulo di energia.

Fonti

Fonte: Teleborsa – articolo originale (data di pubblicazione non indicata).
Link diretto all’articolo: https://www.teleborsa.it (link non specificato).

Speculazione Economica

Dati principali testuali

Nel testo originale non sono riportati dati quantitativi relativi ai costi di produzione, alla capacità delle batterie o al potenziale mercato. Le informazioni disponibili si limitano alla descrizione delle attività di ricerca e delle istituzioni coinvolte.

Sintesi numerica testuale

Non sono presenti numeri o tabelle nel brano fornito; pertanto non è possibile fornire una sintesi numerica.

Contesto oggettivo

La ricerca si inserisce in un più ampio ambito di sviluppo di tecnologie di accumulo di energia sostenibili. L’uso di scarti agricoli, come la lolla, rappresenta un approccio che mira a ridurre i rifiuti e a sfruttare risorse già presenti nel ciclo produttivo del riso. Le istituzioni coinvolte, ENEA e Sapienza Università di Roma, sono riconosciute per le loro attività di ricerca in materia di energie rinnovabili e materiali avanzati.

Domande Frequenti

  • Che cos’è la lolla? La lolla è il sottoprodotto della lavorazione del riso, costituito principalmente da residui di fibra e di carbonio.
  • Come viene trasformata la lolla in nanomateriali? Attraverso processi di carbonizzazione e trattamenti chimici, la lolla può essere convertita in strutture a scala nanometrica con proprietà elettriche adatte a batterie e supercondensatori.
  • Quali istituzioni sono coinvolte nella ricerca? ENEA e Sapienza Università di Roma sono le principali realtà scientifiche menzionate, con il supporto di altre collaborazioni accademiche e industriali.
  • Qual è l’obiettivo della ricerca? Sviluppare soluzioni di accumulo di energia più efficienti e sostenibili, sfruttando materiali derivati da scarti agricoli.
  • Ci sono dati sul potenziale mercato di questi dispositivi? Il brano originale non fornisce informazioni quantitative sul mercato; la ricerca è ancora in fase di sviluppo.

Commento all'articolo