ENEL Brindisi: Stato delle centrali a carbone e piani di chiusura entro il 2025

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Informativa sullo stato delle centrali a carbone di ENEL di Brindisi

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha presentato oggi, in Consiglio dei Ministri, un’informativa sullo stato delle centrali a carbone di ENEL situate a Brindisi. L’informativa ha avuto lo scopo di aggiornare i Ministri sullo stato di avanzamento delle attività di decommissioning previste per il complesso, nonché di verificare la conformità delle operazioni alle normative nazionali ed europee in materia di sicurezza e tutela ambientale.

Il complesso di Brindisi è composto da due unità di generazione a carbone, ciascuna con una potenza nominale di 500 MW, per un totale di 1 000 MW. Le centrali sono state costruite negli anni ’70 e, secondo le dichiarazioni di ENEL, sono state programmate per la chiusura entro il 2025, in linea con il piano nazionale di eliminazione del carbone entro il 2030. L’operatore ha confermato che, al momento, le unità sono in fase di riduzione graduale della produzione e che le attività di smaltimento delle scorie sono in corso secondo le procedure di sicurezza stabilite.

Il Ministro ha inoltre sottolineato l’importanza di monitorare l’impatto socio‑economico delle chiusure, in particolare per le comunità locali che dipendono dall’occupazione generata dal complesso. Sono state avviate consultazioni con le autorità regionali e con i sindacati per definire piani di riqualificazione e di rioccupazione.

Fonti

Teleborsa. Link all’articolo originale

Speculazione Economica

Dati principali testuali

Parametro Valore
Potenza totale (MW) 1 000
Numero di unità 2
Numero di dipendenti ≈ 200
Costo stimato decommissioning (€ mio) ≈ 200
Data prevista chiusura 2025

Sintesi numerica testuale

Il complesso di Brindisi, con una capacità di 1 000 MW, impiega circa 200 lavoratori e comporta un costo di decommissioning stimato in 200 miliardi di euro. La chiusura è prevista entro il 2025, in linea con la strategia nazionale di eliminazione del carbone entro il 2030.

Contesto oggettivo

La chiusura delle centrali a carbone di Brindisi è parte integrante del piano italiano di transizione energetica, che mira a ridurre le emissioni di CO₂ e a rispettare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Dal punto di vista economico, la decommissioning comporta un investimento significativo, ma può generare opportunità di riqualificazione del territorio e di sviluppo di infrastrutture energetiche rinnovabili. L’impatto occupazionale è mitigato da programmi di riqualificazione professionale e da incentivi per la creazione di nuove attività nel settore delle energie rinnovabili.

Domande Frequenti

  • Qual è la potenza complessiva delle centrali a carbone di ENEL a Brindisi? 1 000 MW, suddivisi in due unità da 500 MW ciascuna.
  • Quando è prevista la chiusura delle centrali? La chiusura è prevista entro il 2025, in linea con il piano nazionale di eliminazione del carbone entro il 2030.
  • Qual è il costo stimato per il decommissioning? Circa 200 miliardi di euro.
  • Quanti lavoratori sono impiegati nelle centrali? Circa 200 dipendenti.
  • Quali sono le misure previste per mitigare l’impatto occupazionale? Sono in corso consultazioni con le autorità regionali e i sindacati per sviluppare piani di riqualificazione professionale e di rioccupazione, oltre a promuovere investimenti in energie rinnovabili.

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