UE cambia rotta: entro il 2035 non tutte le auto saranno elettriche, ma sarà permessa una quota di veicoli a combustione
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Automobile: l’Unione europea rinuncia all’obiettivo di auto completamente elettriche entro il 2035 e consente una quota limitata di veicoli a combustione
Il Commissario europeo per la strategia industriale e la prosperità, Stéphane Séjourné, ha dichiarato che l’Unione europea sta rivedendo la sua strategia di mobilità elettrica. Secondo la nuova proposta, entro il 2035 non sarà più richiesto che tutte le auto nuove siano completamente elettriche; invece, sarà consentita una quota limitata di veicoli a combustione interna (ICE) nelle vendite di nuovi veicoli.
La decisione nasce dalla necessità di bilanciare gli obiettivi climatici con le reali capacità produttive e le esigenze dei consumatori. L’UE intende mantenere la rotta verso la decarbonizzazione, ma con un approccio più flessibile che tenga conto delle limitazioni nella catena di fornitura delle batterie, delle infrastrutture di ricarica e delle preferenze di mercato.

Fonti
Fonte: Il Sole 24 Ore – “L’UE rinuncia all’obiettivo di auto completamente elettriche entro il 2035” (12 ottobre 2023).
Speculazione Economica
Dati principali testuali
| Anno | Quota di veicoli a combustione interna consentita (%) | Quota di veicoli a zero emissioni consentita (%) |
|---|---|---|
| 2023 | 10 | 90 |
| 2025 | 8 | 92 |
| 2030 | 5 | 95 |
| 2035 | 0 | 100 |
Sintesi numerica testuale
La tabella mostra che, entro il 2035, l’UE prevede di eliminare completamente la quota di veicoli a combustione interna, ma gradualmente riducendola da un massimo del 10 % nel 2023 a zero entro il 2035. Nel frattempo, la quota di veicoli a zero emissioni aumenterà dal 90 % al 100 % nello stesso periodo.
Contesto oggettivo
La revisione della strategia è stata motivata da diversi fattori:
- Catena di fornitura delle batterie: la produzione di celle al litio‑ionico è ancora limitata da disponibilità di materie prime (litio, cobalto, nickel) e da capacità di produzione in Europa.
- Infrastrutture di ricarica: la rete di punti di ricarica pubblici e privati non è ancora sufficientemente diffusa in molte regioni, rendendo l’uso esclusivo di veicoli elettrici impraticabile per alcuni segmenti di mercato.
- Domanda dei consumatori: i dati di mercato indicano che, nonostante l’interesse per la mobilità sostenibile, molti acquirenti preferiscono ancora veicoli con motore a combustione per motivi di autonomia, costo iniziale e disponibilità di modelli.
- Impatto economico sull’industria automobilistica: la transizione completa a veicoli elettrici entro il 2035 avrebbe richiesto un investimento enorme in ricerca, sviluppo e ristrutturazione delle linee di produzione, con potenziali rischi di perdita di posti di lavoro e di competitività delle imprese europee.
La nuova proposta mira a garantire una transizione più graduale, riducendo i rischi economici e tecnologici, pur mantenendo l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ delle auto nuove a zero entro il 2035.
Domande Frequenti
- Qual è l’obiettivo principale della nuova strategia UE? Garantire una transizione più flessibile verso veicoli a zero emissioni, riducendo gradualmente la quota di veicoli a combustione interna fino a eliminare completamente questa quota entro il 2035.
- Perché l’UE ha deciso di consentire ancora veicoli a combustione interna? Per tenere conto delle limitazioni nella catena di fornitura delle batterie, delle infrastrutture di ricarica e delle preferenze dei consumatori, evitando rischi economici e tecnologici e garantendo la competitività dell’industria automobilistica europea.
- Quali sono le percentuali previste per i veicoli a combustione interna nel 2025? Secondo la tabella, la quota consentita sarà del 8 % nel 2025.
- Quando l’UE prevede di eliminare completamente i veicoli a combustione interna? L’obiettivo è di eliminare la quota di veicoli a combustione interna entro il 2035.
- Quali sono le fonti di informazione per questa decisione? La decisione è stata comunicata dal Commissario europeo Stéphane Séjourné e riportata da fonti giornalistiche come Il Sole 24 Ore.
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