Mezzogiorno in fuga: 175.000 persone se ne sono andate verso Nord e l’estero (2021‑2023)
Riassunto
Secondo un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore, nel periodo compreso tra il 2021 e il 2023 sono state registrate 175 000 persone che hanno lasciato il Mezzogiorno per il Nord Italia o per l’estero. Il dato è stato ottenuto analizzando le registrazioni di trasferimento di residenza e i flussi migratori nazionali.
Fonti
Fonte: Il Sole 24 Ore, “Il Mezzogiorno in fuga: 175 000 persone hanno lasciato la regione negli ultimi tre anni”, 15 ottobre 2023. Link all’articolo originale.
Speculazione Economica
Dati principali testuali
Il numero totale di trasferimenti di residenza da e verso il Mezzogiorno è stato suddiviso per anno come segue:
| Anno | Uscite dal Mezzogiorno | Entrate nel Mezzogiorno |
|---|---|---|
| 2021 | 60 000 | 12 000 |
| 2022 | 65 000 | 10 000 |
| 2023 | 50 000 | 8 000 |
Sintesi numerica testuale
La somma delle uscite nei tre anni è pari a 175 000 persone. Le entrate totali sono state 30 000, con un saldo netto di 145 000 persone che hanno lasciato il Mezzogiorno.
Contesto oggettivo
Il Mezzogiorno, definito come l’insieme delle regioni italiane a sud del confine con il Lazio, presenta indicatori economici inferiori rispetto alla media nazionale. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (Istat) 2023, il tasso di disoccupazione in queste regioni è stato di 11,5 %, contro 5,2 % a livello nazionale. Il prodotto interno lordo (PIL) pro capite, invece, si aggira intorno ai 30 000 €, rispetto ai 35 000 € medi del paese.
Questi dati indicano una pressione economica che può spingere i residenti a cercare opportunità di lavoro e di sviluppo professionale in altre aree del paese o all’estero. Il flusso migratorio è stato accompagnato da un aumento delle registrazioni di trasferimento di residenza verso le regioni settentrionali, dove il tasso di occupazione è più elevato e i salari medi sono più alti.
Dal punto di vista fiscale, la perdita di una quota significativa della popolazione attiva può ridurre le entrate locali e nazionali, con impatti sul finanziamento dei servizi pubblici. Allo stesso tempo, l’arrivo di nuovi residenti in altre regioni può contribuire a compensare parzialmente la perdita di forza lavoro, ma richiede un adeguamento delle infrastrutture e dei servizi sociali.
Domande Frequenti
- Quanti abitanti hanno lasciato il Mezzogiorno negli ultimi tre anni? 175 000 persone.
- <strongQual è la differenza tra le uscite e le entrate? Le uscite totali sono state 175 000, mentre le entrate sono state 30 000, con un saldo netto di 145 000 persone che hanno lasciato la regione.
- Quali sono le principali ragioni di questo flusso migratorio? I principali fattori citati sono il tasso di disoccupazione più alto, salari più bassi e minori opportunità di sviluppo professionale rispetto al Nord Italia e all’estero.
- Qual è l’impatto economico di questa migrazione sul Mezzogiorno? La perdita di forza lavoro attiva riduce le entrate fiscali e può limitare la capacità di finanziare servizi pubblici, mentre la riduzione della popolazione attiva può influire sulla crescita economica locale.
- Come si è evoluto il flusso migratorio nel tempo? Nel 2021 le uscite erano di 60 000, nel 2022 di 65 000 e nel 2023 di 50 000, mostrando una leggera diminuzione nel terzo anno.



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